Il patto Italo-Belga e l'emigrazione
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale il Governo Italiano aveva il grave onere di ridare valore all’immagine di una Nazione sconfitta nel complesso quadro politico europeo, e su cui gravava il peso di una situazione economica disastrosa.
L’iniziativa del Patto Italo-Belga, assunta dal primo Presidente della Repubblica Italiana, Luigi Einaudi, fu allora ritenuta di notevole vantaggio e prestigio, in quanto, da un lato forniva a molti italiani la certezza di un lavoro e dall’altro garantiva al Paese una fonte energetica sicura per l’avvio di un processo industriale che riuscisse a sollevare l’economia nazionale.
Fotogrammi in cui sfilano i volti degli sconosciuti protagonisti di questo fenomeno, che con semplicità e dolore raccontano i momenti in cui “decisero” di lasciare la loro terra, consapevoli che oltre alla povertà stavano abbandonando legami e affetti, ignari di quello che li attendeva veramente.
Il susseguirsi degli avvenimenti raccontati dagli emigranti, insieme alle immagini dei cunicoli scuri delle miniere e del frastuono delle trivelle, accompagnano lo spettatore verso la convinzione, sempre più forte, che proprio da queste anziane vite siano state scritte alcune tra le pagine più significative della storia italiana. Tangibile traccia di come ogni uomo possa risollevarsi dalle penose condizioni che la vita gli presenta, e proprio nelle difficoltà trovare la forza e la dignità per continuare e riuscire nella propria vita.
Ambientazioni:
Belgio
- Belgio: Charleroi, Morlanwelz, Colfontaine, Genk, Liegi, Mons, Quaregnon, Bruxelles;
- Miniere Belga: Blegny Mine, Ecomusee du Bois-du-Luc, Le Bois du Cazier
Italia
Italia: Caltanissetta, Casteltermini (AG), Palermo.
- Miniere Italiane: Cozzo Disi (Casteltermini)

















